Gruppo di giovani studenti felici con pugni alzati davanti a una lavagna con un grafico in crescita simbolo di successo

Rivoluzionare il rapporto tra Scuola e Impresa per superare la crisi

Da un recente studio di Unioncamere è emerso che in Italia il mercato del lavoro sta affrontando una preoccupante crisi, dovuta al fatto che, ogni anno, ben un milione e duecentomila posti di lavoro restano scoperti a causa della carenza di qualifiche corrispondenti.

In una video-intervista dello scorso novembre presso il quotidiano Libero, il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha definito questa situazione “un delitto nei confronti dei nostri giovani e delle imprese” evidenziando una falla nel sistema formativo e scolastico che si ripercuote sia sui nuovi talenti, i quali, dopo gli studi, faticano a trovare un’occupazione in linea con le proprie competenze, che sulle stesse imprese che, a causa della difficoltà nel reperire personale qualificato, perdono competitività sul mercato.

A tal proposito Il ministro sostiene che l’unica soluzione a questo problema sia una grande riforma dell’istruzione tecnica professionale la quale, tra le altre cose, preveda che “manager, tecnici, dirigenti e imprenditori possano insegnare direttamente nelle scuole laddove manchino specializzazioni corrispondenti”; nonché un sostanziale incremento dell’alternanza scuola-lavoro “per dare competenze sempre più specialistiche ai giovani”.

“Dobbiamo lanciare un’autentica rivoluzione”

Al di là degli schieramenti politici o delle simpatie più o meno percepite nei suoi confronti da parte di ciascun singolo individuo (non è di questo che ci occupiamo in questa sede), il tema sollevato dal Ministro dell’istruzione, che, addirittura, ritiene necessario “lanciare un’autentica rivoluzione” nell’ambito della relazione tra scuola e impresa che coinvolga sia il settore pubblico che quello privato, è certamente meritevole di approfondimenti e riflessioni.

Quello del rapporto tra scuola e lavoro è sempre stato un argomento particolarmente caro a noi di YesWeWork. In un nostro precedente articolo, infatti, abbiamo già sottolineato quanto riteniamo sia importante divulgare la cultura del lavoro nelle scuole, a partire da quelle primarie.

Quella volta, tuttavia, ci siamo focalizzati su quello che al giorno d’oggi le istituzioni competenti offrono agli alunni in tale ambito e su cosa potrebbero potenzialmente offrire di più. In questo frangente, invece, agganciandoci all’intervento dello scorso novembre di Valditara, vorremmo analizzare nello specifico ciò che le aziende potrebbero fare per gli studenti; questo, ovviamente, senza la pretesa assurda di sostituirsi ai docenti e al sistema scolastico (ci mancherebbe!), ma soltanto con il nobile intento di mettere a disposizione dei giovani futuri imprenditori le proprie esperienze e il proprio know-how.

Il livello competenziale di imprenditori e dipendenti è uno dei principali fattori che determinano il successo o il fallimento di un’impresa e, di conseguenza, il suo valore medio nazionale contribuisce sostanzialmente nel decretare la situazione economica di un intero stato.

Per questo siamo fermamente convinti che le aziende di successo dovrebbero collaborare sempre più concretamente e attivamente con le istituzioni scolastiche, per contribuire alla formazione dei talenti di domani e alla loro introduzione nel mondo del lavoro. Una partnership solida e proficua tra imprese e scuola, potrebbe, in effetti, conferire un importante valore aggiunto ad entrambe le parti e, presumibilmente, portare ad un significativo miglioramento del PIL del nostro Paese.

Una formula vincente: vantaggi per tutti

La collaborazione tra scuola e impresa non è solo un gesto di responsabilità sociale, ma anche una formula vincente che può portare a vantaggi concreti su entrambi i fronti.

Ci sembra infatti più che sensata, quantomeno a livello teorico, l’idea del ministro Valditara: “Mettere in relazione le esigenze delle imprese con le esigenze delle scuole, cosi che le imprese potranno finanziare progetti e laboratori e nel contempo le scuole potranno avviare percorsi che siano di particolare interesse per il territorio e per il mondo della produzione”.

Implementare una connessione diretta tra studenti e professionisti specializzati negli ambiti lavorativi affini ai relativi indirizzi scolastici, offre ai giovani nuovi stimoli, motivazione e la giusta dose di ambizione. Ciò contribuisce certamente a formare nuove eccellenze e promesse incoraggianti per il nostro futuro economico e sociale.

Immaginate, ad esempio, un incontro tra un avvocato di successo e una classe di giurisprudenza, o tra il manager di una affermata azienda hi-tech e gli alunni di un istituto tecnico e via dicendo, durante il quale si sottopongano ad analisi alcune esperienze professionali realmente vissute, idee rivoluzionarie e strategie risolutive che, per un motivo o per l’altro, potrebbero non rientrare in alcun caso di studio contemplato sui libri di testo. Da una tale situazione, non solo emergerebbe nuova conoscenza, ma anche uno stimolante senso di ammirazione da parte degli studenti nei confronti del loro relatore che potrebbe incitarli ad impegnarsi al massimo per eguagliarne il successo.

Strategie Pratiche per un Futuro Promettente

Per intraprendere con successo questo cammino, è imperativo implementare strategie pratiche. Programmi di orientamento professionale mirati, il potenziamento delle competenze digitali e tecnologiche e percorsi di formazione flessibili, sono solo alcune delle soluzioni possibili. La collaborazione tra il mondo imprenditoriale e quello educativo può tradursi in iniziative concretamente utili, come stage aziendali, corsi congiunti e mentoring.

In conclusione, la collaborazione tra scuola e impresa emerge come un pilastro fondamentale per il futuro del mercato del lavoro italiano; un pilastro che deve essere sostenuto anche dalle stesse famiglie italiane attraverso una corretta educazione dei propri figli, che li introduca adeguatamente ad un nuovo sistema didattico più attivo e concreto. Solo attraverso un impegno congiunto di istituzioni, corpo docente e famiglie, possiamo garantire opportunità ai giovani e sostenere, di conseguenza, la competitività delle imprese, contribuendo al miglioramento complessivo della situazione economica del nostro Paese.

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