Cari lettori del blog di YesWeWork, oggi vogliamo parlarvi di un tema che riguarda tutti: l’amore ❤️; ⁉️ o meglio, la festa dell’amore, ovvero San Valentino. Il 14 febbraio è una data importante, non solo per gli innamorati, ma anche per chiunque, in un modo o nell’altro, ne trae profitto per il proprio business. 🤑
Per ovvi motivi, in questa sede, è a quest’ultima categoria che ci rivolgiamo (in fondo siamo un’agenzia per il lavoro e non un’agenzia matrimoniale 😅). Dedichiamo questo articolo a tutti quegli imprenditori e commercianti che, colpevoli soltanto di fare bene il proprio lavoro, puntualmente, ogni anno, in questo giorno, si ritrovano ad essere ingiustamente additati come sfruttatori di sentimenti altrui. 😩
Ma prima di entrare nel vivo dell’argomento, facciamo un breve ripasso storico, un rapido salto nel passato per cercare di capire quali sono le radici di questa ricorrenza tradizionale.
La storia di San Valentino
Chi era “San Valentino” e perché è diventato il patrono degli innamorati? La risposta non è così semplice, perché ci sono diverse leggende e versioni che circolano su questo santo, la cui storia è stata, nel corso dei secoli, confusa o accavallata a quella di altri martiri della Chiesa.
Una di queste leggende narra che San Valentino fosse un vescovo di Terni che viveva nel III secolo d.C. e che si dedicava a celebrare matrimoni tra i giovani cristiani, contravvenendo al divieto dell’imperatore Claudio II (detto il Gotico), che voleva mantenere i suoi soldati celibi e senza legami affettivi. Per questo motivo, sempre secondo la leggenda, San Valentino fu arrestato, torturato e decapitato il 14 febbraio del 273 d.C. Prima di morire, però, riuscì a scrivere una lettera d’amore alla figlia del suo carceriere, firmandola “dal tuo Valentino”. Da qui nacque, secondo alcuni, la tradizione di scambiarsi dei messaggi romantici in questa data. Tuttavia, pare sia invece storicamente accertato che non solo Claudio II sia morto nel 270, ma che, inoltre, sotto il suo dominio non si siano mai verificate persecuzioni anticristiane.
Un’altra versione sostiene che San Valentino fosse un medico e prete romano che guariva i malati e convertiva i pagani al cristianesimo. Anche secondo questa storia, egli fu condannato a morte da Claudio il Gotico, ma durante la sua prigionia si innamorò della figlia cieca del suo carceriere, a cui restituì la vista con un miracolo. Prima di essere giustiziato, le lasciò una lettera d’addio con una viola, il suo fiore preferito, e la firma, già citata nell’altra leggenda, “dal tuo Valentino”.
La versione più conosciuta della storia, tuttavia, sembra essere quella secondo la quale Valentino avrebbe donato a una ragazza povera del denaro da usare come dote per il suo matrimonio. Senza tale somma, la donna, essendo priva di averi, non si sarebbe potuta sposare e, secondo la mentalità dell’epoca, sarebbe rimasta esposta al peccato e alla perdizione. Questo gesto d’amore, finalizzato a sua volta all’amore, avrebbe, quindi, consacrato il santo vescovo a protettore degli innamorati.
Qualunque sia la verità storica, il culto di San Valentino si diffuse in tutta Europa nel Medioevo e la sua festa fu fissata al 14 febbraio dalla Chiesa cattolica nel 496 d.C. Tuttavia, il legame tra San Valentino e l’amore romantico si consolidò solo nel XIV secolo, grazie alla poesia di Geoffrey Chaucer “Il Parlamento degli Uccelli”, in cui si narra che proprio in quel giorno gli uccelli si riuniscono per scegliere il loro compagno. Da allora, San Valentino divenne il simbolo dell’amore cortese e cavalleresco, e iniziò la tradizione di scambiarsi doni e poesie in suo onore.
Il fenomeno commerciale
Oggi, però, nell’era del consumismo, quasi nessuna ricorrenza o tradizione popolare sfugge all’abbraccio capitalistico del mondo del business. San Valentino, ormai, non è solo una festa religiosa o romantica, ma anche e soprattutto un fenomeno commerciale che coinvolge diversi mercati.
Ogni anno, infatti, gli italiani spendono centinaia di milioni di euro per celebrare il loro amore con un regalo speciale. Fiori, cioccolatini e cene romantiche vanno per la maggiore, ma, certamente, a vedersi incrementare gli incassi, seppur in misura minore, sono anche i gioiellieri, le agenzie di viaggi e i gestori di hotel di lusso.
È stato a partire dalla metà del XIX secolo, negli Stati Uniti, che questa festa ha iniziato a perdere il suo carattere religioso, tramutandosi da una semplice celebrazione cristiana a un fenomeno di costume che apriva la strada alla monetizzazione. In quegli anni, vigeva già, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, l’usanza di ritagliare e decorare lettere e cartoline d’amore da inviare alle persone amate il 14 febbraio. Alcuni attenti imprenditori americani, però, notando la tendenza crescente di questa abitudine, ebbero l’idea di produrre biglietti di San Valentino su scala industriale. Fu l’inizio di una escalation consumistica.
Moltissimi innamorati iniziarono a scambiarsi questi nuovi biglietti d’amore “preconfezionati” come simbolo del loro affetto reciproco e, di lì a poco, sempre più coppie si unirono a questa usanza, iniziando a introdurre nella tradizione anche altri regali, dando vita, così, a una consuetudine sempre più popolare, con usi e costumi tipici che si sono evoluti nel tempo. Non ci volle molto perché questa tendenza si diffondesse dagli Stati Uniti in tutto il mondo, trasformando il giorno di San Valentino in un’occasione, per le aziende di ogni Paese, di promuovere la vendita di prodotti e servizi a tema e rendendolo uno dei periodi di picco per il bilancio annuale.
Nei tempi moderni, ad ogni ricorrenza del 14 febbraio, sembrano spuntare sul mercato nuove idee e nuove usanze. Nel giro di 2 secoli siamo passati dal commercio di semplici bigliettini decorati alla messa in moto di vere e proprie fucine di creatività romantica. Ad esempio, negli anni recenti si sono diffusi i cosiddetti “regali esperienziali”, ovvero pacchetti che includono attività come voli in mongolfiera, corsi di cucina, massaggi, degustazioni e, addirittura, iniziative meno orientate al concept dell’amore che puntano a sorprendere e a coinvolgere il partner, come sessioni in escape room, lanci con il bungee jumping e così via.
Dalla metamorfosi sociale di questa festa, così come di tante altre quali Natale, Halloween, varie feste del papà, della mamma e chi più ne ha più ne metta, si evince chiaramente che l’indole commerciale è profondamente insita nella natura umana e, con tutta probabilità, rappresenta un percorso evolutivo che ci appartiene a livello praticamente genetico.
C’è qualcosa di male in tutto questo?
Una festa controversa (ma che non dovrebbe esserlo!)
Per quanto ci riguarda, la festa di San Valentino, insieme alle altre più commercialmente rilevanti, non può che far bene all’economia e al mondo del lavoro, senza per questo avere ripercussioni negative sull’amore o sulla solennità dei sentimenti umani. Ma la pensano tutti così? Ovviamente no.
Per quanto i dati delle vendite dimostrino che la commercializzazione del giorno degli innamorati sia stata ampiamente assimilata da quasi tutte le culture del mondo, sembra ci sia anche una scuola di pensiero che vede in questo fenomeno una forte negatività.
Una delle accuse più frequentemente lanciate dai suddetti detrattori, riecheggia, in realtà, nelle stesse parole con le quali il fenomeno viene inquadrato positivamente da chi fa impresa e da chiunque abbia anche solo una minima conoscenza delle dinamiche socio-economiche di un paese industrializzato: “è una festa consumistica e commerciale”. Sì, lo è, e quindi? 🤷♂️ È forse un male che, in quel particolare giorno dell’anno, l’economia giri un po’ più “vivacemente” del solito? È per caso un problema se, nella giornata del 14 febbraio, negozi, centri commerciali e strutture ricettive triplicano i loro incassi e versano più contributi allo Stato incrementando il PIL? (E, per carità, nessuno se ne esca con “tanto evadono tutti” 🙄 perché chi non paga le tasse a San Valentino non le paga nemmeno durante il resto dell’anno; e quindi va colpevolizzato a prescindere!).
I più tenaci tra i “no-valentine” (ci siamo presi la licenza di coniare questo nuovo termine😁) incalzano e rincarano la dose con frasi del tipo “sfrutta il sentimento dell’amore per spingere le persone a spendere soldi in modo irrazionale e impulsivo”. A volte potrebbe anche essere vero, ma non è nulla di diverso da ciò che fa, per lo più, qualsiasi campagna pubblicitaria in qualsiasi periodo dell’anno e per qualsiasi genere di prodotto o servizio. Vogliamo quindi abolire anche ogni forma di marketing perché presumibilmente immorale? Non scherziamo! 😅
Secondo altri, inoltre, la celebrazione del giorno degli innamorati creerebbe delle aspettative e delle pressioni sociali che potrebbero generare stress, ansia e frustrazione in chi non ha un partner o in chi vive una crisi di coppia. Secondo questo surreale ragionamento, si dovrebbero abolire del tutto anche la vendita dei beni di lusso per non offendere il ceto medio, le competizioni sportive per non offendere le persone pigre o le missioni lunari per non offendere i terrapiattisti! 😂 Ma dai!
La lista non finisce certo qui. C’è chi dice che la festa di San Valentino propone una visione dell’amore troppo idealizzata e romantica; e chi dice che, al contrario, è irrispettosa nei confronti di un sentimento così nobile che dovrebbe essere festeggiato ogni giorno dell’anno; c’è chi dice che esclude altre forme di amore come quella per la famiglia, per sé stessi o per gli animali; c’è chi dice che produce inquinamento e tantissime altre corbellerie senza senso.
Probabilmente, o almeno così ci auguriamo, chi sta leggendo questo blog, stenterà a credere che qualcuno pensi davvero queste cose; beh, vi invitiamo a fare un giro sui vari social in questi giorni! 😲
P.S.
Al momento non ci risulta nessuno che accusi questo evento di essere tra le principali cause dell’estinzione dell’Orso Bruno Marsicano, ma non ci stupirebbe se, tra le tante cavolate, saltasse fuori anche questa! 😒
Fate affari, non fate la guerra!
Con questa parafrasi del famoso detto “fate l’amore, non fate la guerra”, che (modestamente 😎) riteniamo azzeccatissima in questo contesto, invitiamo tutti i nostri lettori, impresari, commercianti e onesti lavoratori in genere a non crucciarvi troppo con le amenità scaturenti dall’insulso buonismo dei leoni da tastiera (anche quando sembrano tanti, in realtà è solo perché sono più propensi a sfogare le proprie frustrazioni online rispetto a chi vive una vita serena ed equilibrata).
Non preoccupatevi di essere additati come meschini sfruttatori degli altrui sentimenti solo perché fate il vostro lavoro; non sprecate il vostro prezioso tempo controbattendo con argomentazioni intelligenti le infondate accuse di chi non ha nessuna intenzione di riconsiderare le proprie idee. Concentratevi sul vostro business, rispettate la legge universale della domanda e dell’offerta e pensate al bilancio, ai vostri dipendenti e alle vostre famiglie come fate ogni giorno dell’anno.
Buon San Valentino a tutti da YesWeWork! ❤️


