Un uomo in abito formale riceve applausi e strette di mano dal suo team dopo una riunione. È chiaramente un leader apprezzato

Le Soft Skills più importanti per essere un Leader apprezzato. Le opinioni degli Esperti

Della leadership, o di argomenti ad essa correlati, abbiamo già più volte trattato in questo nostro blog. Rivolgendoci a quella parte dei nostri lettori costituita da imprenditori, CEO, manager e, in buona sostanza, da tutti coloro che sono interessati alle tematiche legate alla gestione aziendale, abbiamo parlato del ruolo dei leader nel costruire un ambiente di lavoro positivo, abbiamo provato a dare dei buoni consigli su come comportarsi quando si devono gestire dei dipendenti difficili o decidere se avviare o meno un provvedimento disciplinare, di quanto sia importante scegliere le risorse giuste per evitare tali problemi alla radice, di come conquistarsi il rispetto e la fedeltà dei propri collaboratori agendo nel modo giusto dinanzi alla richiesta di ferie o persino scegliendo dei regali natalizi appropriati per dimostrare gratitudine e apprezzamento verso il team.

Se stai leggendo queste righe, probabilmente anche tu fai parte di quella fascia di pubblico; se è così, sei capitato proprio su un articolo interessante!

Oggi, infatti, non vogliamo limitarci ad esprimere il nostro pensiero in merito all’argomento leadership, ma piuttosto condividere con te le testimonianze che abbiamo raccolto da alcuni leader di successo ed esperti di questa materia così importante e delicata. Quello che abbiamo fatto è molto semplice, li abbiamo contattati e abbiamo posto loro una semplicissima domanda:

“Quale ritieni sia la soft skill più importante che un buon Leader dovrebbe avere? E perché?”

Ok, forse sono due domande, 😅 ma non importa… quello che conta sono le loro interessantissime risposte!

Il parere degli Esperti

Qui di seguito ti presentiamo gli esperti che hanno deciso di dedicare qualche minuto del loro prezioso tempo per esprimere un’opinione personale su quale sia la Soft Skill più importante per essere un Leader Apprezzato nel mondo del lavoro moderno.

Forse li conoscerai già, ma comunque, prima di mostrarti le loro risposte alla nostra domanda, ti racconteremo in poche righe di loro, della loro carriera e del loro impegno professionale; in modo da avvalorare ulteriormente la loro testimonianza.

Ruben Santopietro, fondatore e CEO di Visit Italy, incarna la leadership innovativa nel marketing del turismo. Ha trasformato l’idea di promozione territoriale con un modello privato di successo globale, dimostrando capacità di scalabilità e visione strategica riconosciute da università e premi internazionali. La sua guida si distingue per la capacità di navigare contesti complessi, pianificare con risorse limitate e credere nel potenziale del team e dei valori condivisi. Tra i giovani imprenditori più influenti del settore, promuove un turismo responsabile, collaborando attivamente per definire strategie di valorizzazione dell’Italia. Ruben è anche uno dei maggiori autori per il noto online magazine Marketing Italia per il quale ha scritto diversi articoli su tematiche interessanti legate al turismo e al marketing territoriale.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“credo che la soft skill più importante per un buon leader sia l’ascolto, che va sempre di pari passo con il rispetto vero per le persone. Un leader apprezzato non è chi ha sempre le risposte, ma chi sa leggere tra le righe, accogliere punti di vista diversi e far sentire ogni voce importante. Senza ascolto, non c’è relazione. Senza rispetto, non c’è fiducia. E senza fiducia, non esiste leadership.”

Luca Mazzucchelli, psicologo, psicoterapeuta e imprenditore, è noto per le sue competenze di leadership e management. Ha fondato diverse realtà nel campo della formazione e della psicologia, tra cui la Skill Factor Academy & Talent Lab con la quale porta avanti progetti di consulenza con multinazionali e PMI, portando la psicologia in azienda per migliorare performance e benessere organizzativo. Attraverso libri e speech, si dedica alla divulgazione di temi legati al mondo del lavoro e allo sviluppo personale e professionale. Inoltre, nel 2018 è stato nominato “Miglior Psychological Coach Italiano” dall’Associazione Italiana Coach, che lo ha anche nominato Membro Onorario.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“La soft skill più importante che un buon Leader dovrebbe avere oggi è l’intelligenza emotiva radicata in una profonda consapevolezza valoriale. Non basta solo gestire le emozioni proprie e altrui, ma è fondamentale che il leader conosca e comprenda chiaramente i propri valori, per poterli mettere a servizio degli obiettivi aziendali in modo autentico. Questo è un passaggio cruciale: un leader consapevole dei propri valori non li impone, ma li usa come bussola per orientare le decisioni e le azioni, creando così una leadership coerente e integrata.

E non finisce qui: come approfondisco nel mio ultimo libro “86400. Trova te stesso e cambia la tua vita con l’intelligenza valoriale” il vero leader è capace anche di entrare in relazione profonda con i valori dei propri collaboratori, di ascoltarli, capirli e collegarli sia agli obiettivi dell’azienda che alle loro aspirazioni personali. Solo così si genera una connessione potente, che trasforma la motivazione in qualcosa di vero e duraturo, perché le persone sentono che il loro lavoro ha senso, sia per loro stessi sia per il contesto più ampio in cui operano.

Questo doppio movimento – conoscere e mettere a servizio i propri valori, e comprendere e valorizzare quelli degli altri – è ciò che rende un leader realmente efficace. Permette di costruire un ambiente di lavoro dove la produttività non è solo un numero, ma il risultato di una comunità che cresce insieme, guidata da valori condivisi e da emozioni riconosciute.

E qui torno alle emozioni, perché spesso il vero salto di qualità avviene proprio nell’ascolto e nell’attraversamento delle emozioni più “invisibili” e difficili. Spesso abbiamo ottime idee valoriali, ma se poi la paura o il dubbio ci bloccano e non li ascoltiamo, non si trasformano in coraggio e determinazione. In questo senso, la leadership è anche saper far emergere quel passaggio fondamentale: dal mondo invisibile dei valori e delle idee, a quello visibile delle azioni concrete e dei risultati. Solo così le idee diventano realtà e i valori trovano espressione autentica.”

Oltre a essere giornalista professionista per il Corriere della Sera, il Sole 24 Ore e il Fatto Quotidiano, Filippo Poletti è anche stimato autore di molti libri, LinkedIn Top Voice e uno dei più richiesti speaker in moltissime convention, TEDx e altri eventi che trattano di comunicazione aziendale e leadership. Attraverso i suoi saggi, i suoi speech e i suoi articoli giornalistici, offre una visione approfondita sul mondo del lavoro e le sue trasformazioni ed è ormai da diversi anni, il punto di riferimento per numerosi follower tra imprenditori e manager. Nel 2022 Poletti ha conseguito un Executive MBA (Master in Business Administration) presso la Graduate School of Management del Politecnico di Milano. La sua esperienza e le sue pubblicazioni lo rendono un esperto riconosciuto sui temi cruciali della leadership contemporanea e della gestione del talento.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“Ritengo che la soft skill più importante che un buon Leader dovrebbe avere sia la transilienza, intesa come capacità di elaborare e sviluppare risorse e competenze trasferibili tra professioni, funzioni e ruoli diversi. Questa competenza si manifesta attraverso l’adattabilità contestuale delle proprie competenze, la risposta creativa agli stimoli esterni e la predisposizione continua all’apprendimento. Questo approccio richiede una profonda capacità di ricalibrazione delle proprie conoscenze in funzione dei diversi scenari operativi, unita a una spiccata attitudine alla flessibilità cognitiva e all’innovazione.

La chiave del successo di un leader risiede oggi nella capacità di mantenere un atteggiamento proattivo verso l’acquisizione di nuove conoscenze, trasformando ogni sfida in un’opportunità di crescita professionale. In sintesi, essere transilienti significa abbracciare un paradigma evolutivo continuo, dove l’adattabilità si fonde con la creatività e dove l’apprendimento permanente diventa il motore propulsivo dello sviluppo personale e professionale.”

Con oltre trent’anni di esperienza manageriale, avendo ricoperto ruoli chiave in molte grandi aziende come Diesel, Adidas e OTB, Sebastiano Zanolli affianca oggi CEO, imprenditori e team manager come consulente esterno offrendo uno sguardo indipendente su capitale umano e cultura organizzativa. Aiuta le organizzazioni a lavorare meglio insieme, rafforzando fiducia, motivazione e collaborazione. Conduce percorsi formativi per gruppi a ogni livello ed è autore di diversi libri tra i quali merita una citazione particolare il recente “Lavorare è collaborare”, un saggio che esplora il valore della collaborazione come elemento centrale per il successo nei contesti lavorativi contemporanei.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“Penso che la soft skill più importante che un buon leader dovrebbe avere sia la consapevolezza di sé; perché un leader inconsapevole diventa un proiettore di ansie, una lente deformante per il team, una fonte inconsulta di pressioni.

Invece, chi ha consapevolezza di sé, dei propri limiti, dei propri meccanismi emotivi e delle proprie priorità, riesce a non reagire, ma a rispondere; a non scappare o attaccare ma a restare. E soprattutto a non fare danni (che è già tanto 😉).

Credo che se il potere non è bilanciato dalla responsabilità, tenda a trasformarsi in abuso. Un leader consapevole non ha bisogno di essere adorato, ma preferisce essere utile.”

Guido Stratta, fondatore e Presidente dell’Accademia della Gentilezza, è una vera autorità in materia di leadership e gestione delle risorse umane. È specializzato nei processi di trasformazione culturale e vanta una lunga carriera manageriale in grandi aziende come Enel, Italgas e Wind. Stratta promuove un approccio umanistico al mondo imprenditoriale, focalizzato sul valore delle persone, l’ascolto, la cura e lo sviluppo dei talenti. È, infatti, l’ideatore del concetto di “leadership gentile“, che enfatizza il fattore umano e le emozioni per creare ambienti di lavoro basati su fiducia, rispetto e collaborazione. La sua visione, divulgata attraverso libri, prestigiose conferenze e persino attraverso un suo personale canale Youtube, unisce il risultato di business al benessere e alla motivazione.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“La più grande capacità che una leader o un leader deve possedere è quella di far desiderare alle persone di essere la miglior versione possibile di sé; farle andare dove da sole non potrebbero arrivare. Il perché è evidente: contribuire allo sviluppo integrale delle persone permette di far evolvere la società nella sua interezza e di migliorare il sistema relazionale complessivo. Il sogno è quello di avere una società in cui risultato, motivazione e benessere siano in equilibrio”

Ilaria Profumi è una leader trasformista e consulente strategica con oltre vent’anni di solida esperienza in management, organizzazione aziendale e crescita. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli apicali come Regional Director in eXp Realty per Europa, Medio Oriente, India, Africa (EMEIA) e Chief Operating Officer di Re/Max Italia, gestendo team di migliaia di persone. Nel 2020 è stata nominata tra i maggiori 100 volti femminili italiani di successo da Forbes Italia. Attiva nella divulgazione, Ilaria è spesso invitata come Speaker in eventi importanti, è un’autrice di libri, LinkedIn Top Voice e condivide regolarmente il suo expertise su leadership, strategia e innovazione con una vasta community di professionisti.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“La Soft skill più importante per un leader? La capacità di ascolto attivo. Perché? Perché un leader davvero efficace non guida da solo, ma sa leggere i segnali, accogliere i feedback, creare connessioni autentiche. L’ascolto non è passività, ma la scelta consapevole di mettere le persone al centro.

Le soft skills sono nutrite e guidate dai Valori aziendali e/o del Leader che ne sono spesso il presupposto invisibile. Un leader può allenare le proprie competenze relazionali, ma se non sono radicate in valori autentici, rischiano di risultare superficiali o manipolative.”

Pasquale Troianiello, laureato in Ingegneria Elettronica con un Master in Gestione d’Impresa, vanta oltre vent’anni di esperienza nel management di progetti complessi. Autore di diversi libri e del blog Sviluppo Leadership, dedica da circa dieci anni una parte del suo tempo allo studio approfondito delle dinamiche sociali e psicologiche che caratterizzano il rapporto tra team e dirigenza. Attraverso i suoi saggi e i suoi articoli, offre utilissimi e concreti insight su come coltivare e sviluppare la buona leadership, sull’importanza dell’intelligenza emotiva, dell’integrità e delle abilità sociali. Pasquale crede fermamente che la leadership sia una scelta che richiede un costante allenamento e l’avere cura delle persone.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“credo che la soft skill più importante per un leader sia l’integrità. L’integrità gli permette di assicurarsi una leadership duratura. Essa connota un profondo impegno nel fare la cosa giusta per il motivo giusto, a prescindere dalle circostanze.

Ogni leader, man mano che sale nella scala di comando, va incontro ad una maggiore libertà di controllare il proprio destino, ma è anche soggetto a crescenti seduzioni che gli possono far perdere la retta via. Restando integro, invece, un leader consentirà a ciascun membro del proprio team di identificarsi con lui.

Le tre componenti fondamentali dell’integrità di un leader sono il carattere, la competenza e la coerenza. Un leader mostra tali doti introducendo delle regole e degli standard che sono approvati dagli altri e, prima di tutto, seguiti da egli stesso.

Quando un leader è integro riesce ad essere incorruttibile e incapace di tradire la fiducia di coloro che hanno confidato in lui. L’integrità, quindi, è un fattore molto importante: consolidando la sua credibilità e la sua personalità, il leader rafforza di conseguenza anche il suo livello di influenza.”

Andrea Pietrini, presidente e fondatore della società YOURgroup, nel 2012 ha introdotto in Italia i concetti di CFO Service e Fractional Executive, un approccio che promuove lo sviluppo manageriale delle imprese attraverso la selezione di dirigenti di alto profilo. Sfrutta la sua esperienza sul campo anche per alimentare la sua significativa attività di divulgazione sui temi della leadership e del management. È autore di numerosi manuali e saggi, ma la sua produzione editoriale comprende anche diversi contenuti diffusi attraverso blog e podcast. Pietrini contribuisce attivamente alla discussione sulle sfide dell’imprenditoria e del management, condividendo approfondimenti, interviste e storie di successo.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“A mio avviso, la soft skill più importante per un leader è l’umiltà. Spesso si associa la leadership a carisma, decisione o visione strategica, qualità certamente fondamentali, ma è l’umiltà a fare la differenza tra un capo e un leader autentico.

Perché un leader umile ascolta davvero, riconosce il valore degli altri, è aperto al confronto e non ha timore di ammettere i propri limiti. È consapevole che non possiede tutte le risposte, ma sa creare uno spazio in cui le idee migliori possano emergere dal team.

L’umiltà è anche la base per l’apprendimento continuo: solo chi non si sente “arrivato” è disposto a mettersi in discussione, ad aggiornarsi, a crescere ogni giorno.

E in un mondo che cambia così rapidamente, questa capacità di imparare sempre è ciò che permette a un leader di restare rilevante, utile e apprezzato nel tempo.”

Abbiamo voluto porre la stessa domanda anche al CEO di YesWeWork, il nostro caro “Boss”. Dopo diversi anni di esperienza nella ricerca e somministrazione del personale, Antonio Porro ha maturato la convinzione che il valore più grande di un’azienda risieda nelle persone che la compongono. La sua missione professionale è aiutare le aziende a trovare il personale giusto per crescere e affermarsi sul mercato e a gestirlo con saggezza e know-how. Per questo, nel tempo libero, condivide con piacere il suo punto di vista e i suoi consigli per la gestione ottimale dei talenti sul nostro Canale Youtube, affrontando in prima persona temi cruciali per una leadership efficace come la motivazione e la fidelizzazione dei dipendenti. Il suo approccio enfatizza sempre la trasparenza, il rispetto reciproco, il dialogo e l’empatia per costruire ambienti di lavoro positivi e produttivi.

Come ha risposto alla nostra domanda:

“Credo che la soft skill più importante per un leader sia la capacità di delegare efficacemente. Spesso si pensa che un buon leader sia colui che sa fare tutto, che ha il controllo su ogni dettaglio, ma la vera forza di un leader, soprattutto nel mondo del lavoro moderno, sta nel riconoscere il potenziale del proprio team e affidare compiti e responsabilità con ponderatezza e fiducia. Perché delegare non significa scaricare il lavoro, ma moltiplicare le capacità e le energie a disposizione di un’azienda.

Un leader che sa delegare dimostra fiducia nei suoi collaboratori, li responsabilizza e permette loro di crescere. E quando le persone si sentono valorizzate e autonome, la loro motivazione sale alle stelle e i risultati dell’azienda ne beneficiano esponenzialmente. Inoltre, delegare libera tempo prezioso al leader per concentrarsi sulla visione strategica, sull’innovazione e sulla costruzione di relazioni significative, piuttosto che essere inghiottito dalle urgenze quotidiane. La capacità di delegare è un atto di fiducia che genera fiducia, un moltiplicatore di talenti e un acceleratore di crescita, sia per le singole risorse umane di un’azienda che per l’intera organizzazione.”

Il Verdetto

La ricerca di una risposta su quale sia la soft skill più importante per un leader, attraverso le voci autorevoli degli esperti coinvolti in questa analisi, rivela una verità fondamentale: la buona leadership non è definita da una singola qualità, ma da un ricco e dinamico intreccio di competenze trasversali e doti relazionali.

Ogni professionista qui intervistato ha saputo illuminare una sfaccettatura essenziale di questo complesso diamante, dalla capacità di ispirare e motivare a quella di promuovere un ambiente di lavoro positivo, collaborativo e gratificante.

Ognuna delle qualità elencate in questo articolo emerge come un pilastro insostituibile. Il vero verdetto, quindi, non è l’identificazione di una soft skill “superiore” alle altre, ma la consapevolezza che un leader veramente apprezzato è colui che sa coltivare e integrare armoniosamente queste diverse virtù, riconoscendo che ciascuna di esse contribuisce in modo unico e potente a forgiare un impatto duraturo e positivo sul proprio team, sull’organizzazione e sullo sviluppo di un progetto.

Concludiamo con un doveroso ringraziamento a Ruben Santopietro, Luca Mazzucchelli, Filippo Poletti, Sebastiano Zanolli, Guido Stratta, Ilaria Profumi, Pasquale Troianiello, Andrea Pietrini e il nostro “Boss” Antonio Porro per il tempo che ci hanno dedicato, e ci auguriamo che anche tu abbia tratto da questo contenuto nuovi stimoli per diventare un punto di riferimento apprezzato e fonte di ispirazione per il tuo team.

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